Sunday 26th May 2019,
Portami a teatro

Don Giovanni che ci lascia lo zampino

Non so voi ma io Don Giovanni di Molière con Alessandro Preziosi non me lo perdo di certo. E stamattina sono andata alla conferenza stampa al Teatro Nuovo. Alla domanda di Daniela Zacconi del Corriere della Sera/Vivimilano: “Lei che ha la patente di sex symbol…. (“Vai, vai liberati…” le ha detto Preziosi in attesa che finisse la sua introduzione) volevo tornare a casa e dare fuoco al mio tesserino dei giornalisti. Ma “è la stampa bellezza” mi sono detta e così mi sono fatta coraggio e ho resistito fino a quando mi sono presentata ad Alessandro e l’ho invitato in radio. In attesa di ascoltarlo dai microfoni di Mattino Lombardia ecco quello che è venuto fuori dall’incontro di oggi:

– Perchè Preziosi abbia portato a teatro prima Amleto, poi Cyrano e ora il seduttore di Molière è una questione che l’attore sta affrontando con il suo psicanalista

– Va ricordato che in scena c’è un “magistrale, perfetto, impeccabile” Nando Paone nei panni di Sganarello

– E’ un spettacolo di “sconcertante attualità”, il testo rispettato nella sua totalità, che conserva il cinismo delle situazioni dell’autore con alcune libertà linguistiche come l’aggettivo “incandescente” e espressioni proverbiali del tipo: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”

– L’obiettivo di questo spettacolo è di offrire al pubblico la possibilità di essere più autentico

– Ci sarà sempre bisogno dei “classici” almeno fino a quando la società non migliorerà la qualità della sua vita

– Pare che in generale il pubblico preferisca l’ipocrisia di Sganarello all’autenticità di Don Giovanni

– Al termine dello spettacolo non si sa cosa ci sia di vero e di falso in questo personaggio. Si perde di vista la natura vera dell’uomo e il verosimile ha la meglio.

– Don Giovanni è un divoratore del pudore altrui, che va a cercare nell’altro quanto di più autentico ci possa essere.

– Un Don Giovanni oggi non esiste. La seduzione odierna è legata alla persuasione del linguaggio.

Allora siamo d’accordo. Ci vediamo al Nuovo dal 3 al 15 febbraio.

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