Sunday 17th February 2019,
Portami a teatro

Quella mattina in via Rovello

Arriva la notizia della morte di Luca Ronconi e io non sono ancora andata a vedere il suo ultimo lavoro dedicato ai fratelli Lehman. Quasi mi sento in colpa. Sono rimasta a Pornografia. Devo fare qualcosa, devo recuperare. Ma come faccio? Non posso certo andarci adesso, stasera, così su due piedi. Ormai sono le ventidue passate. Ma ecco un’idea. Adesso fermo il tempo, anzi lo mando indietro e torno al chiostro di via Rovello, alla conferenza stampa della scorsa stagione. Vedete il Maestro? E’ seduto davanti a me e sta parlando del suo nuovo spettacolo tratto da un libro di Gombrowicz.

“Non aspettatevi niente di sconcio – spiega Luca Ronconi – Il titolo è ironico. Lo spettacolo ha avuto una gestazione molto, molto lunga. Per spiegarvi questo lavoro vorrei partire da cio’ che Gombrowicz dice del suo romanzo. Intanto che appunto Pornografia è un titolo ironico e poi cominciare a raccontare qual è lo spunto dell’opera, sempre con le parole di Gombrowicz: due signori di mezza età vengono a conoscenza di una coppia di adolescenti, Carlo ed Enrichetta, giovani e belli ma indifferenti uno all’altra. Aperta parentesi: il nostro Carlo non è Brad Pitt e lo stesso vale per Enrichetta. La bellezza è quella della gioventù ed è negli occhi dei due protagonisti. Chiusa parentesi. “Questi due signori – continua Ronconi – ormai lontani da ogni forma di desiderio, ritengono incomprensibile, ingiusto, sconveniente che due, che sembrano fatti per stare insieme, non si desiderino. Buona parte della vicenda consiste nei ridicoli tentativi che i due signori fanno per portare i due giovani a un accoppiamento. Il primo tempo finisce con un episodio inquietante. Altra parentesi: lo spettacolo non ha niente di sconcio come ho già detto, ma è perverso dall’inizio alla fine. Chiusa parentesi. I due ragazzi vedono un lombrico e lo uccidono. I due signori vedono nella tortura o martirio del lombrico un possibile esito della vicenda erotica. E così coinvolgeranno i due ragazzi, invece che in un amplesso, in un crimine”.

“Ho scelto ancora una volta un romanzo e non un testo nato per il palcoscenico perchè le opere di narrativa quando cambiano destinazione e approdano in teatro hanno una resa diversa, e forse, altrettanto interessante rispetto alle commedie. Pornografia è scritto in prima persona e propone una sovrapposizione di piani molto ricca con temporalità diverse. Di non Gombrowicz non c’è neanche una virgola. Si è cercato di non perdere nulla nella traduzione e di lasciare il più possibile. E’ una letteratura portata da uno spazio a un altro con tutto quello che comporta questo spostamento”.

“Nonostante la scena nera e il tono plumbeo c’è parecchio da ridere, magari sotto i baffi, e da prendere con sarcasmo – conclude Ronconi. Paolo Pierobon e Riccardo Bini hanno un buon cast intorno. Che altro posso dire? Credo di aver detto a sufficienza”.

Grazie Maestro.

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