Sunday 26th May 2019,
Portami a teatro

Titti non sa niente

Clizia Gurrado 31 gennaio 2014 stage Nessun commento su Titti non sa niente

Titti non sa niente. Ignora che il marito manager con cinque capannoni è sull’orlo del suicidio travolto dalla crisi economica. Ma Serena Sinigaglia sa benissimo come fare una regia strepitosa e trasformare un testo sull’Italia di oggi in uno spettacolo che non fa acqua da nessuna parte nonostante la pioggia che comincia a cadere sui personaggi e sul palcoscenico. Battuta dopo battuta, gli attori si ritrovano a recitare con i piedi in una pozzanghera, dove si conclude la vicenda, una delle scene più belle viste a teatro in questi anni. Forse la Sinigaglia ci vuole dire che è meglio se cominciamo a nuotare? O a ballare? “Un , due, tre, cinque, sei, sette passo base. Semplicemente passo base”. Ecco che arriva l’insegnante di salsa. “Per i principianti la paura di non eseguire bene una figura puo’ portare alla paralisi” – ci spiega. Intanto il manager scrive alla moglie, o almeno ci prova: “Cara Titti, cara moglie, ho dedicato tutta la vita  a te e al lavoro…ma non ti ho messo al corrente…”. Intanto Lucilla  ha perso il lavoro. E sua madre è preoccupata.

Il messaggio è chiaro: siamo tutti sulla stessa barca e prima o poi dovremo farcene una ragione. E correre ai ripari o almeno a prendere un salvagente.  Ma questa razza ha il diritto di salvarsi? In attesa di una risposta godiamoci questo spettacolo. Il testo è di Edoardo Erba, sì lo stesso che  ha adattato Quando La moglie è in vacanza con la Ghini e la Santarelli. Lo stesso Edoardo Erba di Vera Vuz ( ma quanti sono gli spettacoli di Erba  in scena a Milano in questi giorni?).

“Cara moglie se fin dalle medie sei abituata…non si puo’ rinunciare improvvisamente…”. Il manager disperato continua a scrivere  a Titti.  Io invece vi voglio elencare i bravissimi attori in scena: Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pèrez Aspa, Beatrice Schiros, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan. Ma ascoltate. “Ormai lavorare non conviene più” – ci spiega Lucilla. “La società del futuro sarà fondata su qualcosaltro”. E su cosa? Le chiediamo.  Non si sa ci risponde! “Italia è ricca – ci fa notare Rijna, la badande albanese. “Pero’ razzista e infame. Cento euri qua e cento euri là. Cerco sempre di guadagnare qualcosa. Non regalo niente. Questa volta mando 690 euri e quando ho finito di pagare casa torno al mio paese. ”

A ciascuno la sua crisi. Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza….Ma ricordiamoci le parole di Titti e impariamo a vestirci prima. “Perchè si fa presto a far diventare una merda un attaccapanni. Si fa presto a far diventare una merda tutto!”

DA NON PERDERE
ITALIA ANNI DIECI

teatro Ringhiera

fino al 2 febbraio

via Boifava 17

regia di Serena Sinigaglia

 

Foto Gianni Congiu

Qui sotto la regista Serena Sinigaglia fondatrice della Compagnia Atir

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