Thursday 27th June 2019,
Portami a teatro

Metti una sera con Tiranott

Questa sera e domani si parte per un affascinante viaggio notturno alla scoperta di una Milano che non c’è più. Un viaggio senza valigia ma rigorosamente in dialetto meneghino. Un viaggio a teatro. Punto di partenza: il palcoscenico. Destinazione: Tiranott, atto unico di Lino Pedullà.
“E’ notte, profonda notte, in un bar di Milano un silenzioso cameriere riordina per la chiusura. Gli fa compagnia un ultimo avventore che cerca d’incantare il cameriere, la notte e il tempo evocando personaggi della Milano che fu attraverso aneddoti personali della vita di tutti i giorni ma anche attraverso citazioni di grandi scrittori e poeti milanesi come Gadda, Manzoni, Porta, Loi, Tessa.  Il tutto con un’ironia tutta meneghina, velata qua e la dalla malinconia e da una pudica amarezza”.

Tiranott, ecco il nome dell’avventore, cercherà di ritardare la chiusura con tutte le armi della forza e della simpatia che la Milano dei ricordi puo’ suscitare.

In questo suo viaggio sarà controllato con discrezione e fermezza dal silenzioso cameriere che scandirà i tempi di questa evocazione e fungerà da attento moderatore della voglia, quasi inesauribile, di raccontare del suo ciarliero ospite. Fino alla inevitabile definitiva chiusura. Che sarà di quel mondo, di quella lingua così espressiva e così piena di ritegno?

Il bar è aperto,accomodatevi, con tutto il cuore…..

Note di regia: ”Il nostro personaggio attraversa lo spazio-tempo fortemente evocativo e simbolico della notte. Paul Celan, grande poeta, dice: La parola, nel mentre tu precipiti, sale dalla notte…: la notte è il momento del viaggio metaforico dentro o fuori di sé e la parola può salvare, a volte, dal timore del vuoto. L’ affabulazione del nostro Tiranott, quel suo  accatastamento di parole come per creare una riserva d’aria e di vita è l’artificio per lasciare un segno. Paradossalmente proprio la straordinarietà di una lingua poco frequentata come il dialetto, ci può far percepire la forza e la ricchezza delle parole di questa lingua: un’ architettura di senso che, nella finzione della messa in scena teatrale, trova una verità che riscopriamo o che percepiamo senza a volte capire fino in fondo.”.(Valerio Bongiorno).

Lo spettacolo è con Marino Zerbin e Piero Lenardon. La regia è firmata a quattro mani da Paola Bea e Piero Lenardon. L’ideazione scenografica  è di Marcello Chiarenza e la produzione vede insieme il Teatro de Gli Incamminati e Teatro sul Filo-Filarmonica Clown.

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Da non perdere

Lunedì 21 settembre ore 21

martedì 22 settembre ore 21

TIRANOTT

Teatro Rosetum

Produzione Teatro de Gli Incamminati, Teatro sul Filo-Filarmonica Clown

Ingresso 10 € intero 8 € ridotto 5 € tesserati

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