Thursday 25th April 2019,
Portami a teatro

Restaurata. Tinteggiata. Spalancata. Bentornata

Milano, 6 ottobre 2015.  Va in scena uno spettacolo emozionante. Una folla di milanesi attende di entrare nella casa di Alessandro Manzoni. Sì avete capito bene. E’ stata inaugurata. Restaurata. Tappezzata. Spalancata. Arieggiata e tinteggiata. Finalmente valorizzata. Recuperata. Diciamole bentornata beneamata. Ci sei mancata. In questo momento c’è una grande felicità in città. Io sono felice, Renzo e Lucia sono felici. L’assessore Del Corno è felice, tanto che  dichiara: “La grande folla di persone che sta attendendo di entrare nella Casa del Manzoni appena inaugurata testimonia l’affetto straordinario di questa Città verso il suo illustre concittadino. Una partecipazione che ci riempie di gioia”. Un applauso.

“Sono tre gli obiettivi che Milano raggiunge con questa inaugurazione – continua l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Innanzitutto la valorizzazione di uno spazio storico, legato alla memoria di tutti perché abitato dal pensiero, dal lavoro e dagli affetti di uno degli italiani più illustri ai quali Milano abbia dato i natali. In secondo luogo perché questa ristrutturazione, strutturale ma anche funzionale, restituisce alla Città uno spazio aperto e vivibile da parte di milanesi e di visitatori che sempre più numerosi vengono a scoprire la Milano città d’arte e cultura che in questi ultimi anni è uscita dall’ombra e si mostra ora al mondo con il suo volto migliore. In ultimo, perché questo momento è il frutto di un lavoro congiunto tra diverse istituzioni, conferma della capacità che Milano in questi ultimi tempi ha affinato di lavorare in rete, mettendo a disposizione energie e competenze per compiere, insieme, un passo avanti nella bellezza e nella proposta culturale complessiva della nostra Città”.

Il recupero della Casa del Manzoni si è articolato in una serie di interventi riguardanti sia la ristrutturazione dell’edificio, sulla base di un progetto elaborato dallo Studio De Lucchi – finalizzato a migliorare la funzionalità degli spazi in vista di un loro differenziato utilizzo -, sia una rinnovata programmazione dell’offerta. Sono state quindi elaborate nuove strategie di valorizzazione, strettamente legate all’obiettivo statutario della Fondazione – ovvero lo studio e l’approfondimento dell’opera del grande scrittore –, ma anche aperte alla partecipazione della città.

L’allestimento del Museo Manzoniano è stato ripensato con un taglio scientifico nuovo, secondo i più aggiornati orientamenti museologici e museografici, grazie al contributo del Consiglio Direttivo e del Comitato Consultivo di Casa Manzoni e sotto la supervisione del prof. Fernando Mazzocca – già professore ordinario di Storia della Critica d’Arte e uno dei massimi esperti internazionali di arte italiana dell’Ottocento.

Sono stati riordinati e selezionati i materiali esistenti (opere d’arte, arredi, volumi) e ricollocati in un nuovo percorso espositivo riorganizzato in sezioni dedicate a specifici temi: l’immagine di Manzoni (i ritratti dello scrittore), l’immagine della famiglia Manzoni (l’iconografia che documenta i numerosi legami familiari), la cerchia degli amici (i ritratti dei suoi illustri amici), i luoghi di Manzoni (le immagini delle città e dei luoghi frequentati e amati), l’iconografia dei Promessi Sposi (opere dedicate agli episodi e ai personaggi del celebre romanzo), i Promessi Sposi dal cinema, alla televisione, al teatro (creazione di una sala multifunzionale per proiezione di un montaggio delle numerose trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali del romanzo), Manzoni “botanico” (materiali che documentano la sua competenza e passione botanica), le biblioteche (le più belle edizioni selezionate dalle biblioteche di Manzoni e della seconda moglie Teresa Stampa).

A 230 anni dalla nascita di Alessandro Manzoni rinasce quindi la storica dimora dove l’autore dei Promessi Sposi visse dal 1813 fino alla morte, sopraggiunta nel 1873. Messa all’asta dopo la sua scomparsa, nel 1874 la casa venne acquistata dal conte Bernardo Arnaboldi. Dopo varie vicende, divenne proprietà della Cariplo, che a sua volta ne fece dono al Comune di Milano, con il vincolo di riconoscerne l’uso perpetuo ed esclusivo al Centro Nazionale di Studi Manzoniani. La musealizzazione della dimora è stata possibile grazie alla convergenza di intenti di tre importanti istituzioni culturali milanesi: la Biblioteca Braidense, la Fondazione Centro Nazionale Studi Manzoniani, e le Civiche Raccolte del Castello Sforzesco.

La Casa del Manzoni è aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.00, ma sono già allo studio ampliamenti degli orari e aperture straordinarie dello spazio.

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