Thursday 25th April 2019,
Portami a teatro

Senza Alda, senza filtro

in occasione del 6° anniversario della scomparsa della poetessa dei Navigli, a Teatro Libero dal 3 al 9 novembre andrà in scena “Senza filtro – Uno spettacolo per Alda Merini” di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda, una produzione Eccentrici Dadarò.
Un inno alla vita e all’amore che vuole essere un viaggio “dietro le pagine” di Alda Merini.
Promozione speciale per gli amanti della poesia: chiunque si presenterà al botteghino del teatro con una poesia della Merini nel taschino potrà acquistare un biglietto ridotto a € 16,50 (inclusa prevendita). Le poesie saranno poi raccolte in uno spazio apposito nel foyer del teatro e verranno pubblicate su una pagina Facebook dedicata.

Senza Alda. Senza Merini. Senza Filtro. Lo spettacolo dedicato alla poetessa milanese, scomparsa il 1 novembre 2009, in scena al Teatro Leonardo martedì 21 e mercoledì 22 aprile. Da non perdere. Uno spettacolo intenso. Un monologo emozionante. Come lo so? Chi me lo ha detto? Gli Angeli.

“Raccontiamo Alda Merini così come ce l’hanno raccontata gli angeli custodi della sua memoria – spiega il regista Fabrizio Visconti – gli amici che l’hanno conosciuta e accompagnata negli anni come Arnoldo Mosca Mondadori, Alberto Casiraghi, Giuliano Grittini, Giuseppe d’Ambrosio Angelillo e tutti coloro che sui Navigli di Milano l’hanno incontrata e non hanno più voluto e saputo dimenticarla”.

Senza Filtro ci porta all’interno del bar Charlie sui Navigli, dove la scrittrice trascorreva gran parte delle sue giornate fumando, scrivendo, incontrando amici e sconosciuti. Gli spettatori diventano avventori. L’attrice Rossella Rapisarda li vede, li prende e li accompagna in un viaggio “dietro le pagine”, “dietro le parole”,  alla scoperta di una donna che fu un inno alla vita e all’amore, quell’Alda Merini condannata e salvata dalla sua poesia. Ed ecco spiegato quell’amore senza filtro del titolo, che non si protegge dalla vita, quell’amore vietato, perché eccessivo, diverso, pericoloso e “allora meglio rinchiuderli quelli che amano così, meglio rinchiuderli dentro una casa, dentro un ruolo, dentro una corsia di manicomio, dentro un bar”.
In scena ci sono due sedie e una macchina da scrivere. Il finale?  E’ da trovare.

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