Sunday 26th May 2019,
Portami a teatro

Il cappello di Lilian

Clizia Gurrado 29 gennaio 2014 stage Nessun commento su Il cappello di Lilian

E’il 1937. Lilian Hellman che vive di parole e di poesia e ha i capelli arrabbiati prende un cappello, ci mette dentro 50.000 dollari e va in treno a Berlino a raggiungere la sua amica Julia, una miliardaria eccentrica anche sotto le bombe. Quei soldi serviranno a salvare vite umane. Io guardo il mio cappellino di lana con un fiore a lato e penso  che non riuscirei a nasconderci neanche cento euro.

La mia attenzione torna a Lilian. Che  è ancora in treno e sta arrivando alla stazione che non è quella di Astapovo ma poco ci manca. Perchè siamo nella Germania nazista. E Lilian ha paura di avere paura. E anche noi ne abbiamo per lei. Perché Lilian è ebrea e non è sicuro girare per le strade di Berlino nel 1937.  E poi Lilian ha i capelli arrabbiati.

Lilian arriva a destinazione e si incontra con Julia in un bar. La paura del viaggio lascia subito spazio all’amicizia e all’amore che lega da sempre le due donne. Anche noi in sala ci rilassiamo. E ci mettiamo a giocare. “Io non sono Julia, sono Parigi e sono un filo di perle …”. “Io vedo un fucile  e un bel soldato che sta per sparare ma gli si inceppa”.

Vorremmo andare avanti così e non con l’orrore della guerra, vorremmo bere anche noi con le due amiche ritrovate e assaggiare le tartine al caviale che piacciono tanto a  Julia. Ma il tempo passa. L’Europa non è più un paese per bambini. Julia  e Lilian si dovranno salutare di nuovo. Dovranno dirsi addio. Le due protagoniste sanno che non si rivedranno mai più. E lo sa anche qualcuno tra il pubblico in sala perché ha visto  il film del 1977 con Jane Fonda e Vanessa Redgrave. Non servono eroi dice Julia. Servono uomini e donne. Più donne.

Mentre sono in metro e sto tornando a casa penso che non conosco nessuno come Lilian Hellman. Pero’ conosco qualcuno che oggi non farebbe tre fermate da Loreto a Porta Venezia per portare cento euro a chicchesia. Ma a me non importa perché io sono un filo di perle e quello che vedo è un fucile e un bel soldato che sta per sparare ma gli si inceppa…

IO e JULIA

di Patricia Conti

con Monica Faggiani e Cinzia Spanò

regia di Massimo Navone

liberamente ispirato a Pentimento di Lilian Hellman

Foto Gianni Congiu

IOEJU04

 

 

 

 

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